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Cos'è il CBD: origine, differenza con il THC e come scegliere

Rédaction cbdlovers

Il CBD, o cannabidiolo, è una molecola naturalmente presente nella canapa. È uno dei circa cento cannabinoidi identificati nella pianta. La sua particolarità, e il motivo per cui è legale dove la cannabis non lo è: non sballa.

Lo ha stabilito il Comitato di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018, raccomandando che il CBD puro non fosse sottoposto a controllo internazionale.

CBD e THC: la differenza che conta

Le due molecole vengono dalla stessa pianta e hanno — cosa che sorprende — esattamente la stessa formula chimica: C₂₁H₃₀O₂. A distinguerle è soltanto la disposizione degli atomi nello spazio.

Questa differenza cambia tutto, perché determina come ciascuna molecola si lega ai recettori del sistema nervoso.

CBDTHC
Effetto psicoattivoNo
Stato legale in ItaliaConsentito per oli, cosmetici e topiciStupefacente
Potenziale di dipendenzaNon accertato (OMS, 2018)Accertato
Rilevato ai controlli stradaliNo

L’ultimo punto è quello che crea più problemi: un prodotto conforme contiene legalmente tracce di THC, e i controlli cercano il THC, non il CBD. La legalità dell’acquisto non è una difesa in materia di codice della strada.

Da dove viene il CBD che si acquista

Il CBD commercializzato si estrae da varietà di canapa industriale: cultivar selezionate per il basso contenuto di THC e iscritte in un elenco ufficiale. Non sono le stesse piante coltivate per uso ricreativo.

Il metodo più diffuso è l’estrazione con CO₂ supercritica, che consente di recuperare i composti senza residui di solvente. Ne esistono altri — con etanolo, per esempio — che non sono peggiori, purché il certificato di analisi confermi l’assenza di solventi residui nel prodotto finito.

È del resto l’unico angolo da cui il metodo di estrazione dovrebbe interessare a chi compra: non come argomento di marketing, ma come qualcosa che l’analisi di laboratorio deve confermare.

Spettro completo, largo o isolato

È il concetto che più confonde chi inizia, e quello che ha più conseguenze pratiche.

Spettro completo. Contiene tutti i composti della pianta: cannabinoidi, terpeni, flavonoidi — e quindi tracce di THC, sotto il limite legale.

Spettro largo. Gli stessi composti, ma il THC è stato rimosso durante il processo.

Isolato. CBD purificato, separato da tutto il resto. Nessun altro cannabinoide, nessun terpene, nessun THC.

Non è una questione di qualità: i tre profili possono essere eccellenti o mediocri. È una questione di vincoli:

Come leggere un’etichetta

Sui prodotti compaiono tre numeri, e non dicono la stessa cosa.

La percentuale (10 %, 20 %) indica la concentrazione, non la quantità.

I milligrammi totali indicano quanto CBD c’è nella confezione. È il numero utile: 10 ml al 10 % = 1 000 mg.

Il prezzo per milligrammo è l’unico modo onesto di confrontare. Un flacone da 10 ml al 5 % (500 mg) a 30 € costa 0,060 €/mg. Uno da 30 ml al 10 % (3 000 mg) a 90 € costa 0,030 €/mg: la metà, pur sembrando tre volte più caro sullo scaffale.

Per questo mostriamo il prezzo per milligrammo su ogni prodotto che referenziamo. Non è un’allegazione, è aritmetica — ed è il numero che la maggior parte dei negozi non mostra.

Il certificato di analisi

Un prodotto serio è accompagnato da un certificato di analisi relativo al suo lotto. Emesso da un laboratorio indipendente, indica il contenuto reale di CBD, quello di THC e l’assenza di contaminanti: metalli pesanti, pesticidi, solventi residui.

Due verifiche valgono la pena: il numero di lotto del certificato deve corrispondere a quello in etichetta, e la data deve corrispondere alla produzione. Un’analisi generica del marchio non dice nulla sul prodotto che avete in mano.

Senza certificato di lotto, nessun dato sulla confezione è verificabile.

Cosa si sa sulla sicurezza, e cosa no

Due cose sono vere contemporaneamente, e la maggior parte delle pagine ne riporta una sola.

L’OMS ha concluso nel 2018 che il CBD puro non è psicoattivo e non genera dipendenza.

L’EFSA, invece, non ha potuto stabilire la sicurezza di un consumo orale regolare. Ha individuato lacune di dati nel 2022 e ha confermato la posizione nel 2025: un valore di riferimento provvisorio dell’ordine di 2 mg al giorno, e l’impossibilità di stabilire la sicurezza per gli under 25, le donne in gravidanza o allattamento e le persone in terapia farmacologica.

Quest’ultimo punto è il più concreto: il CBD è metabolizzato da enzimi epatici che processano anche numerosi farmaci. Se segue una terapia, la domanda va posta al medico o al farmacista — non a un sito web, nemmeno a questo.

Domande frequenti

Il CBD sballa? No. L’OMS ha concluso nel 2018 che il CBD puro non è psicoattivo nel senso delle sostanze controllate.

Qual è la differenza tra CBD e THC? Hanno la stessa formula chimica ma una diversa disposizione spaziale degli atomi, il che cambia la loro interazione con i recettori del sistema nervoso. Il THC è psicoattivo ed è stupefacente; il CBD no.

Cosa significa spettro completo? Che il prodotto contiene tutti i composti della pianta, comprese tracce di THC sotto il limite legale. Lo spettro largo rimuove il THC; l’isolato contiene solo CBD.

Quale profilo scelgo se guido? L’isolato, che esclude il THC per costruzione. Lo spettro largo va bene se il certificato del lotto conferma l’assenza di THC.

Come confronto due prodotti al CBD? Con il prezzo per milligrammo: dividete il prezzo per la quantità totale di CBD in milligrammi. La sola percentuale non consente alcun confronto.

Il CBD è sicuro? L’OMS non ha riscontrato potenziale di dipendenza. L’EFSA non ha potuto stabilire la sicurezza di un consumo orale regolare, in particolare per gli under 25, le donne in gravidanza o allattamento e le persone in terapia farmacologica.